Che siano insegnanti, maestri, professori o consigli scolastici, continua l'ondata dei fautori del togliere i crocifissi dalle aule scolastiche, dell'annullare manifestazioni nelle scuole legate ad eventi religiosi, quali Pasqua e Natale. Alcuni istituti negano persino la possibilità agli alunni di cantare le canzoni di Natale.
Tutto ciò in nome di un malinconico e frainteso senso dell'ospitalità, del rispetto culturale verso etnie non cristiane.
Forse, già che ci siamo, dovremmo abbattere qualche chiesa, per non turbare i poveri occhi di persone dalla religione diversa, quando passeggiano per le vie del centro. O coprire i quadri con temi cristiani quando visitano i musei.
In pratica, l'ospite detta le condizioni dell'ospitalità.
Si stravolge il concetto che lo straniero dovrebbe adeguarsi alle regole e tradizioni del paese ospitante, dimenticando che L'Europa e l'Italia sono storicamente radicate nel cristianesimo.
Caro insegnante, professore o maestro, facciamo così: se stabilisci di togliere il crocifisso dalle aule, rinunci al diritto di godere delle vacanze per le festività, e rimani in classe a tenere corsi speciali per gli alunni non cristiani.

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